Il Gruppo di Lettura incontra Tullio Avoledo, Lo stato dell'Unione

Serata interessante quella vissuta il 14 dicembre al GdL, si doveva commentare il libro di Tullio Avoledo, Lo Stato dell'Unione.
La sala della biblioteca che ospita le riunioni del gruppo si è trasformata, sin dall'inizio, in una sorta di "aula di tribunale", dove difesa e accusa si sono affrontate con la massima correttezza; ha avuto luogo un dibattito molto interessante e, talora, acceso. C'era chi trovava il libro di Avoledo ridondante e superficiale (accusa), e chi invece lo riteneva una magnifica metafora di un certo modo di condurre la politica (difesa); ma non si esauriva qui la contesa: alcuni affermavano che sono poco credibili i personaggi che venivano via via alla ribalta (accusa), confutati da altri che invece sostenevano il contrario (difesa).Ma procediamo con ordine. Prima di iniziare a parlare del romanzo in questione, il coordinatore del gruppo ha presentato il bel libro di Somaly Man, Il silenzio dell'innocenza, suggerendo, sia pure in forma velata, che questo dovrebbe essere, per una serie di motivi, uno dei libri da regalare a Natale e forse questo ha surriscaldato gli animi considerato l'argomento trattato dalla Man. Ma torniamo al libro della serata. I primi a prendere la parola sono stati coloro ai quali in libro non è piaciuto."Lo trovo un libro che affronta un argomento serio ma in un modo ridicolo e questo mi infastidisce. Quando si parla di cose importati bisognerebbe usare un linguaggio adeguato", ha affermato qualcuno; subito dopo un altro partecipante affermava di non apprezzare i dialoghi, qualcun altro diceva poi che il finale del libro era troppo cruento e non ne comprendeva la necessità di tanto orrore; completava, per così dire, l'accusa, dicendo, atrtraverso le parole cdi una partecipante che inutile e banale era la descrizione dell'abbigliamento di alcuni dei personagg: "che bisogno c'era - affermava questa partecipante - di indicarci le marche delle magliette?"Fin qui l'accusa.Poi hanno preso la parola altri che non prendevano posizione: "Mi è piaciuto, ma il finale e un po' troppo cruento". Oppure: "Lo trovo interessante, ma non riesco a distinguere fra la fantapolitica e la fantascienza", oppure ancora: "Si tratta di un giallo come suggerisce il finale", ribadiva un'altra persona.Poi hanno preso la parola coloro che difendevano il libro fornendo all'inizio la loro interpretazione obiettando alcune osservazioni, date come elementi negativi da parte dell'accusa, trasformandole in elementi assolutamente positivi.L'atmosfera si stava surriscaldando, era diventato un vero e proprio dibattito che il coordinatore ha subito sedato; poi, ha contribuito a ristabilire la serenità l'intervento di una ragazza dicendo: "Mi piace il dialogo, mi ha fatto rivivere situazioni quanto mai reali".La difesa ha preso poi il sopravvento con una serie di interventi: chi ha sostenuto che si stava commentando un libro profondo, chi ha esaltato la capacità dello scrittore di mantenere il ritmo per tutto il libro. "Alcuni personaggi mi sono stati presentati come stupidi e sono rimasti tali sempre", "e qui sta la capacità dello scrittore", ha ribadito un altro."La menzogna nella politica è la cosa che mi ha ricordato questo bel libro che mi è molto piaciuto, che ho letto tutto d'un fiato, e ho amato quel personaggio un po' sfigato". "Ho visto la società moderna, cioè quella che stiamo vivendo, e la sua ricerca di un'origine falsa e sviante. Mi piace che l'autore, attraverso i suoi personaggi, smascheri queste mistificazioni"."Tullio Avoledo ha saputo accendere un riflettore su dei personaggi che stanno nell'ombra e che invece sono determinati e coinvolgono l'intera comunità, e come non riconoscere la sua capacità di rendere reali, cioè di oggi, personaggi, per così dire insignificanti in apparenza, ma che producono innumerevoli danni. E' bene accendere un riflettore su alcuni personaggi e su avvenimenti che passano fra l'indifferenza, come sosteneva chi mi ha preceduto” ha detto un altro partecipante. Ha poi preso voce un altro che ha letto alcune frasi tratte dal libro: "Guardiamoci negli occhi. Smettiamola con questa storia di dover essere sempre politically correct. Davvero vuoi trovarti a vivere in una società meticciata? Un mondo in cui tutto deve essere tollerato e rispettato, dal divieto di esporre un crocifisso in un'aula scolastica all'infibulazione, dalla prostituzione al guidare vecchie auto che inquinano?Parole pronunciate da un personaggio. Ha concluso poi il suo intervento dicendo: "ho letto queste parole perché mi sembra che proprio in questa domanda che l'assessore rivolge al protagonista si racchiuda quella propaganda suadente che invoglia i cittadini a votare per questa o per quella cultura menefreghista e individualista." Così è se vi pare! Concludo il resoconto affermando che è stata un bella serata, una delle più vive, dove si sono confrontate opinioni divergenti che certamente hanno lasciato il segno. Cosa ci si può aspettare di più da un libro?! Alla fine della serata, come accade ogni anno nell'incontro prenatalizio, è apparso l'angelo, una figura tradizionale del nostro gruppo, per augurare felici festività, un angelo che regala libri a tutti. Un dono veramente prezioso quello di regalare un libro...C'è poi stato l'intervento della presidente dell'associazione D come Donna che ha ringraziato, ricordando che il Gruppo di Lettura rientra a pieno titolo tra le attività dell'Associazione, il cui scopo, oltre a quello di portare aiuto a donne che attraversano momenti difficili, è anche quello di unire persone che amano leggere e vincere così in tanti casi i momenti di solitudine.Lo scambio degli auguri si è prolungato anche durante il magnifico rinfresco. A tutti un buon 2007!!! Arrivederci all'11 Gennaio dove si parlerà del libro La visitatrice di Maeve Brennan.
Qui sotto la foto di gruppo del GdL per augurare a tutti buone feste!




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