Silvia Di Natale ci scrive

Carissime/i,
come promesso durante l'ultimo incontro del GdL, vi trascriviamo la mail che ci ha inviato la scrittrice Silvia Di Natale, della quale abbiamo letto il lbro Kuraj. Siamo stati molto contenti di aver letto le sue parole! Arrivederci all'11 gennaio 2007, alle 21 in Biblioteca!

Caro Gruppo di lettura di Segrate,
avete un sito interessantissimo e dimostrate un impegno ammirevole! Non sapete quanto piacere mi abbia fatto che abbiate scelto il mio Kuraj per leggerlo insieme, e che, a quel che capisco dal resoconto di Luigi, il mio romanzo sia stato apprezzato, nonostante i suoi difetti. Sono poi particolarmente commossa dal fatto che siano stati citati dei passaggi a cui tengo molto: siete veramente i lettori ideali a cui nel suo intimo, scrivendo, si rivolge ogni autore. Spero che diate il buon esempio e gruppi come il vostro prolifichino dappertutto , in barba a chi considera la lettura un'attività antiquata e dà per scontato che in Italia non si legga. Io non dispero...No, non sono "fuggita dall'Italia" a causa della mancanza di lettori, come forse sospetta la gentile amica che ha commentato Kuraj, anzi, non sono neppure fuggita e ci torno spesso e molto volentieri. Chissà che una volta o l'altra non ci possa incontrare e non solo virtualmente.Non non mi resta che augurarmi che il libro a cui sto lavorando, questa volta tutto al femminile, incontri specialmente il favore del gruppo D. Saluti dalla mia piazza, a Ratisbona, avvolta dalla nebbia come forse anche la biblioteca di Segrate.
Silvia Di Natale

Il Gruppo di Lettura incontra Tullio Avoledo, Lo stato dell'Unione

Serata interessante quella vissuta il 14 dicembre al GdL, si doveva commentare il libro di Tullio Avoledo, Lo Stato dell'Unione.
La sala della biblioteca che ospita le riunioni del gruppo si è trasformata, sin dall'inizio, in una sorta di "aula di tribunale", dove difesa e accusa si sono affrontate con la massima correttezza; ha avuto luogo un dibattito molto interessante e, talora, acceso. C'era chi trovava il libro di Avoledo ridondante e superficiale (accusa), e chi invece lo riteneva una magnifica metafora di un certo modo di condurre la politica (difesa); ma non si esauriva qui la contesa: alcuni affermavano che sono poco credibili i personaggi che venivano via via alla ribalta (accusa), confutati da altri che invece sostenevano il contrario (difesa).Ma procediamo con ordine. Prima di iniziare a parlare del romanzo in questione, il coordinatore del gruppo ha presentato il bel libro di Somaly Man, Il silenzio dell'innocenza, suggerendo, sia pure in forma velata, che questo dovrebbe essere, per una serie di motivi, uno dei libri da regalare a Natale e forse questo ha surriscaldato gli animi considerato l'argomento trattato dalla Man. Ma torniamo al libro della serata. I primi a prendere la parola sono stati coloro ai quali in libro non è piaciuto."Lo trovo un libro che affronta un argomento serio ma in un modo ridicolo e questo mi infastidisce. Quando si parla di cose importati bisognerebbe usare un linguaggio adeguato", ha affermato qualcuno; subito dopo un altro partecipante affermava di non apprezzare i dialoghi, qualcun altro diceva poi che il finale del libro era troppo cruento e non ne comprendeva la necessità di tanto orrore; completava, per così dire, l'accusa, dicendo, atrtraverso le parole cdi una partecipante che inutile e banale era la descrizione dell'abbigliamento di alcuni dei personagg: "che bisogno c'era - affermava questa partecipante - di indicarci le marche delle magliette?"Fin qui l'accusa.Poi hanno preso la parola altri che non prendevano posizione: "Mi è piaciuto, ma il finale e un po' troppo cruento". Oppure: "Lo trovo interessante, ma non riesco a distinguere fra la fantapolitica e la fantascienza", oppure ancora: "Si tratta di un giallo come suggerisce il finale", ribadiva un'altra persona.Poi hanno preso la parola coloro che difendevano il libro fornendo all'inizio la loro interpretazione obiettando alcune osservazioni, date come elementi negativi da parte dell'accusa, trasformandole in elementi assolutamente positivi.L'atmosfera si stava surriscaldando, era diventato un vero e proprio dibattito che il coordinatore ha subito sedato; poi, ha contribuito a ristabilire la serenità l'intervento di una ragazza dicendo: "Mi piace il dialogo, mi ha fatto rivivere situazioni quanto mai reali".La difesa ha preso poi il sopravvento con una serie di interventi: chi ha sostenuto che si stava commentando un libro profondo, chi ha esaltato la capacità dello scrittore di mantenere il ritmo per tutto il libro. "Alcuni personaggi mi sono stati presentati come stupidi e sono rimasti tali sempre", "e qui sta la capacità dello scrittore", ha ribadito un altro."La menzogna nella politica è la cosa che mi ha ricordato questo bel libro che mi è molto piaciuto, che ho letto tutto d'un fiato, e ho amato quel personaggio un po' sfigato". "Ho visto la società moderna, cioè quella che stiamo vivendo, e la sua ricerca di un'origine falsa e sviante. Mi piace che l'autore, attraverso i suoi personaggi, smascheri queste mistificazioni"."Tullio Avoledo ha saputo accendere un riflettore su dei personaggi che stanno nell'ombra e che invece sono determinati e coinvolgono l'intera comunità, e come non riconoscere la sua capacità di rendere reali, cioè di oggi, personaggi, per così dire insignificanti in apparenza, ma che producono innumerevoli danni. E' bene accendere un riflettore su alcuni personaggi e su avvenimenti che passano fra l'indifferenza, come sosteneva chi mi ha preceduto” ha detto un altro partecipante. Ha poi preso voce un altro che ha letto alcune frasi tratte dal libro: "Guardiamoci negli occhi. Smettiamola con questa storia di dover essere sempre politically correct. Davvero vuoi trovarti a vivere in una società meticciata? Un mondo in cui tutto deve essere tollerato e rispettato, dal divieto di esporre un crocifisso in un'aula scolastica all'infibulazione, dalla prostituzione al guidare vecchie auto che inquinano?Parole pronunciate da un personaggio. Ha concluso poi il suo intervento dicendo: "ho letto queste parole perché mi sembra che proprio in questa domanda che l'assessore rivolge al protagonista si racchiuda quella propaganda suadente che invoglia i cittadini a votare per questa o per quella cultura menefreghista e individualista." Così è se vi pare! Concludo il resoconto affermando che è stata un bella serata, una delle più vive, dove si sono confrontate opinioni divergenti che certamente hanno lasciato il segno. Cosa ci si può aspettare di più da un libro?! Alla fine della serata, come accade ogni anno nell'incontro prenatalizio, è apparso l'angelo, una figura tradizionale del nostro gruppo, per augurare felici festività, un angelo che regala libri a tutti. Un dono veramente prezioso quello di regalare un libro...C'è poi stato l'intervento della presidente dell'associazione D come Donna che ha ringraziato, ricordando che il Gruppo di Lettura rientra a pieno titolo tra le attività dell'Associazione, il cui scopo, oltre a quello di portare aiuto a donne che attraversano momenti difficili, è anche quello di unire persone che amano leggere e vincere così in tanti casi i momenti di solitudine.Lo scambio degli auguri si è prolungato anche durante il magnifico rinfresco. A tutti un buon 2007!!! Arrivederci all'11 Gennaio dove si parlerà del libro La visitatrice di Maeve Brennan.
Qui sotto la foto di gruppo del GdL per augurare a tutti buone feste!




Tullio Avoledo: notizie bio-bibliografiche

BIOGRAFIA
Tullio Avoledo nasce a Valvasone, in Friuli, nel 1957. Oggi vive e lavora a Pordenone. È friulano per tre quarti e tedesco per il resto: fra i rami del suo albero genealogico c’è Johann Philipp Kimberger (1721-1783), allievo di J.S. Bach e musicista alla corte di Federico il Grande. Sin da piccolo ha sempre letto molto, “probabilmente troppo”, dice lui. Dopo la maturità classica avrebbe voluto iscriversi al DAMS a Bologna, ma scelse Giurisprudenza, una scelta poco felice. Dopo la laurea per qualche tempo è consulente alla formazione per una ditta produttrice di personal computer, e copywriter per un’agenzia di pubblicità. Contemporaneamente traduce libri dall’inglese e scrive per un giornale locale. Nel 1991 viene assunto da una banca di Pordenone, per il suo ufficio legale, in cui lavora tuttora. Nel ’95 sposa Anny, figlia di friulani nata a Parigi. Ha due figli, Francesco e Elisa.
Nel 2003 pubblica il suo primo romanzo, L’elenco telefonico di Atlantide (Sironi editore), con il quale ottiene un lusinghiero successo di critica e di pubblico, e con cui vince il Premio letterario “Forte Village Montblanc – scrittore emergente dell’anno”. Il romanzo, un giallo-noir ambientato nel mondo spudorato e senza scrupolo delle aziende, nasce per effetto del corso di scrittura che Tullio Avoledo frequenta a Pordenone, un corso tenuto da Mauro Covacich e Gian Mario Villalta, ma è un romanzo che è frutto anche di una lettera inviata allo scrittore inglese Arthur C. Clarke. Per capire perché Tullio Avoledo invia una lettera a quello scrittore, occorre dire che durante l’università Tullio comincia a leggere le opere di Shakespeare in lingua inglese. Comincia così a studiare da autodidatta quella lingua. Finisce inevitabilmente per leggere sempre più opere di autori anglosassoni, spesso nell’edizione originale. Nel 1998 scrive lettere a tutti i suoi scrittori anglosassoni preferiti. Sono parecchi, e già trovarne gli indirizzi è un’impresa notevole. Quasi tutti però gli rispondono, e nel corso di quattro anni accumula una raccolta fantastica di lettere, autografi e altri memorabilia, ma soprattutto un tesoro di contatti umani e di preziose informazioni. E così, tornando a
L'elenco telefonico di Atlantide, a una sua domanda sulla possibilità di replicare la coscienza umana su un supporto informatico, Sir Arthur C. Clarke risponde mettendolo sulle tracce di Soul Catcher 2025, un progetto della British Telecom che è poi diventato il nucleo di Atlantide. Mauro Covacich gli suggerisce, nel contempo, di inviare il dattiloscritto a Giulio Mozzi, che giusto allora sta curando l’avvio della collana indicativo presente per Sironi. Nel frattempo finisce anche un secondo romanzo, Mare di Bering, così spedisce a Giulio anche quello. Risultato: dal momento che i due romanzi non si integravano nel progetto e nei parametri di indicativo presente, con sua grande sorpresa Atlantide e Bering diventano il primo e il terzo titolo della nuova collana Questo e altri mondi. Qualche dettaglio tecnico: solitamente scrivo di notte, quando il resto della famiglia dorme, con le cuffie dello stereo sulle orecchie e nelle cuffie la musica dei miei autori preferiti. Se qualcuno dovesse domandarmi perché scrivo, gli risponderei “perché mi diverte. E mi diverto ancora di più a rileggere quello che ho scritto.” A me sembrano due buoni motivi.

BIBLIOGRAFIA
Mare di Bering, Sironi, 2003
L'elenco telefonico di Atlantide, Sironi, 2003
Tre sono le cose misteriose, Einaudi, 2005
Lo Stato dell'Unione, Sironi, 2005
50 anni di carta geografica. Storia di un viaggio intorno, Avoledo Tullio; Hack Margherita; Honsell Furio, Gaspari, 2005
Breve storia di lunghi tradimenti, Einaudi, 2007

Le notizie qui raccolte sono state tratte da:
Premio Grinzane Cavour

Arriverà un angelo la sera del prossimo incontro?

Arriverà un angelo la sera del prossimo incontro del Gdl, giovedì 14 dicembre, in Biblioteca, per augurare felici festività, come accadde gli anni scorsi negli incontri prenatalizi? Venite e scoprirete...