Kuraj di Silvia Di natale al GdL del 12 Ottobre

Il clima piuttosto umido di ieri sera a Segrate non ha tuttavia impedito ai partecipanti al gruppo di essere assai numerosi. Le persone sedute in cerchio nel salone della biblioteca fornivano un magnifico colpo d'occhio. Era in programma la relazione sul primo convegno del Gruppi di Lettura tenutosi ad Arco di Trento e si doveva poi commentare il libro Kuraj di Silvia Di Natale. Circa il convegno, le due persone che avevano partecipato hanno intrattenuto i presenti illustrando, sia pure sommariamente, quali sono stati i temi trattati, magnificandone i pregi e evidenziando anche piccole carenze, non mancando tuttavia di rivolgere un ringraziamento agli organizzatori per l'iniziativa e per gli sforzi profusi particolarmente al comune di Arco e alla provincia di Trento.
Si è poi passati ai commenti sul libro della Di Natale. Ad un inizio piuttosto sommesso, dove hanno preso la parola coloro che evidenziavano una certa difficoltà nella lettura e dove è emerso da più parti che Kuraj sta a cavallo tra il romanzo e il saggio il che impone il superamento di alcuni ostacoli, si è assistito proprio su questo un magnifico scambio di commenti decisamente prevalso il consenso assegnato al libro; le motivazioni addotte sono state numerose: è un libro che va accettato così qualcuno sosteneva e proprio in questo che si riscontra una certa differenza fra questo e altri libri letti. Chi ha sostenuto la capacità dell'autrice di presentare i personaggi dei quali si sono innamorati e chi, invece, ha assegnato maggior valore all'aspetto storico: infatti, per loro ammissione, molti dei presenti ignoravano la storia di quei popoli. Chi ha sostenuto proprio che è questo l'aspetto più importante, mentre ha trovato banale il finale, cosaquest'ultima non condivisa da altri .Ne è nato un magnifico dibattito contenuto nei termini della correttezza che contraddistingue il nostro GDL. Altra cosa dibattuta è stata il sostenere che per Naja, la protagonista del libro, non sia un finale felice e chi invece era d'accordo sull'esatto contrario.Alcuni hanno evidenziato e hanno letto alcune pagine del libro. Tanto per cintare, una delle presenti ha letto alcune righe a pagina 127 dove l'autrice fa dire alla piccola Naja, bimba straniera in un paese che non era il suo, queste parole: avevo capito: la strada per raggiungere i loro cuori non passava attraverso la differenza, ma attraverso l'affinità. Non erano le qualità diverse dalle loro che me le avrebbero fatte amiche, ma il dimostrare di conoscere le stesse cose che loro conoscevano. Quello che in me era diverso non le interessava o faceva loro paura e non mi restava che una possibilità: nasconderlo. È stato interessante poi ascoltare che alcuni dei presenti che all'inizio avevano affermato di aver interrotta la lettura perché un po' difficile avrebbero invece ripreso il libro per continuarne la lettura e ne avrebbero parlato nel prossimo incontro dei primi di Novembre, durante il quale commenteremo Nemico, amico, amante di Alice Munro.Il consueto piacevole rinfresco, offerto dall'associazione D come donna, ha concluso l'incontro.Arrivederci a giovedì 2 Novembre.
Luigi, GdL

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