Resoconto dell'incontro del 13 luglio: Indecision di Benjamin Kunkel

Mentre all'esterno il tempo annunciava un temporale estivo, e poco distante cominciava il concerto dei Matia Bazar, il gruppo si riuniva in Biblioteca per parlare del libro di Benjamin Kunkel, Indecision. A causa del temporale e delle ferie estive mancavano alcuni dei partecipanti, ma questo non ha impedito l'avvio dell'appuntamento con lo scambio dei pareri sulla lettura scelta. Dopo i convenevoli e alcune comunicazioni di servizio, è cominciato l'incontro.Uno dei partecipanti ha esordito dicendo che, a lettura però non ancora conclusa, e per questo le sue impressioni non potevano essere complete, il libro gli è sembrato poco entusiasmante. Ha trovato dei personaggi che possiedono molte cose - "hanno tutto" avvolti da molta confusione e sebbene dimostrino un impegno e ideali democratici da condividere, finiscono per fare ben poco perché si ritrovano in una solitaria dimensione individuale. Un altro lettore, subito dopo intervenuto, si è chiesto e ha chiesto al gruppo il motivo per cui i personaggi dei romanzi americani sono così spesso stereotipati (droga, sballo, ascoltatore di un certo tipo di musica, dannato, ecc...): ha trovato, infatti, che i personaggi di Indecision fossero molto stereotipati e, a suo modo, di vedere, si è detto annoiato di leggere un certo tipo di narrativa americana seduta in luoghi comuni. Tuttavia questo stesso lettore ha trovato che il narratore avesse un buon talento nel raccontare la storia. Qualcun altro, subito dopo, è intervenuto dicendo che ha svolto una lettura veloce, volontariamente di fretta, perché complessivamente ha provato fastidio e angoscia: due sentimenti che nascevano dal fatto che il protagonista non avesse un senso da dare alla propria vita. Questo stesso lettore ha individuato una chiave di volta nel comprendere questa assenza di significato dell'esistenza: il benessere e il non avere un senso da dare alla vita porta questi personaggi a avere una nevrosi, a non avere degli scopi. Benché l'avesse letto in fretta, questo lettore ha riconosciuto una capacità letteraria indiscutibile dell'autore. Un altro partecipante del gruppo è poi intervenuto esordendo che ha letto questo libro con grande noia e con un senso del dovere: di certo, secondo lui, sarà un libro che non tratterrà e che complessivamente non gli è piaciuto. I motivi, ha spiegato, sono essenzialmente due: un peccato veniale dell'autore nell'essere troppo preso dal suo piacere di raccontare finendo con lo scrivere troppe pagine inutili; e una trama del libro molto debole con una virata finale, quasi una metamorfosi incomprensibile del protagonista. Il lettore ha concluso dicendosi "arrabbiato" per aver speso del tempo a leggere questo libro. Un altro partecipante del gruppo ha invece detto che ha letto Indecision con interesse perché complessivamente il messaggio finale è molto positivo. Il romanzo lo ha trovato concorde nel dire che nella vita si prende coscienza di sé sempre più in là nel tempo, si dilazionano le scelte, ma il romanzo ha dei limiti: troppi gli aspetti che non sono, a suo avviso, positivi per un giovane e per questo ha sentito il libro distante da sé. Infine, un altro lettore ha invece detto che Indecision è un ottimo romanzo, scritto molto bene e con dei messaggi di speranza davvero importanti per i giovani e la generazione dei trentenni. Sospinto negli eccessi, il romanzo, sempre secondo questo lettore, inquadra molto bene la mancanza totale di direzione e quindi l'indecisione dei giovani americani (ma non solo) di fronte a un mondo che non sa bene dove sta andando dopo la chiarezza dello schema guerra-fredda, la svolta dell'11 settembre e l'annebbiamento quasi totale dei grandi ideali di giustizia sociale dell'ultimo decennio: sempre il lettore ha evidenziato come il messaggio finale proclamato dal protagonista sia di scossa e di nuova volontà nel fare e di stare nel mondo per tutti i giovani. E il lavoro: precario e incerto che fa scivolare l'esistenza tutta verso una instabilità senza limite. Proprio a questo proposito altri partecipanti hanno condiviso l'aspetto della precarietà del lavoro presente nel libro. Ci sarà ancora molto da discutere si è detto verso la conclusione dell'incontro - visto che alcuni erano assenti, e dopo qualche consiglio di lettura proposto (Enzo Bianchi, La differenza cristiana; Nadine Gordimer, Sveglia!), il gruppo si è salutato deliziando un fresco gelato, scambiandosi qualche altra battuta e dandosi appuntamento per il 3 agosto prossimo, sempre alle 21, nel giardino della Biblioteca: come ogni agosto (data in cui il gdL festeggia il suo compleanno questo sarà il quarto anno) si terrà il "gruppo di lettura in giardino", un'occasione diversa dal solito per parlare del libro scelto sotto le stelle, con luci soffuse, teli colorati, un buon gelato e musica d'atmosfera.
Arrivederci quindi il 3 agosto alle 21 per parlare del libro in distribuzione in Biblioteca -: L'età dell'oro di Edoardo Nesi.

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