Resoconto del 4.08.05 - Michael Cunningham, Le ore

Ieri sera, 4 Agosto, in una serata suggestiva, nel giardino della Biblioteca di Segrate, è andato in scena il libro di Michael Cunningham Le Ore, o meglio, i partecipanti al Gdl hanno conversato su questo libro che nel 1999 è valso all'Autore il premio Pulizer per la narrativa e dal quale il regista Alan Parker ha tratto il film The hours.L'atmosfera era consona: le luci colorate, soffuse, seminascoste fra le foglie degli alberi e tra teli colorati, con i quali era stato allestito quel tratto di giardino, mosse dal vento, a volte dispettoso, creavano un'atmosfera del tutto particolare.Malgrado le vacanze, il Gruppo era relativamente numeroso e soprattutto ben disposto a scambiarsi le opinioni, dal che ne è uscita una serata assolutamente piacevole e interessante.Non si può sostenere che questo libro, che ha raccolto numerosi consensi nel mondo, abbia avuto un'eguale fortuna nel nostro Gruppo. I pareri sono stati divergenti e, sia pure di misura, hanno prevalso quelli che fornivano elementi di perplessità sul contenuto (detto in estrema sintesi).Qualcuno non ha terminato la lettura, affiancato da altri che, pur avendolo fatto, hanno riscontrato difficoltà. Fuor di dubbio la capacità dell'Autore di descrivere gli ambienti e di voler scandire i personaggi e buona la struttura del romanzo ma non il contenuto. A questo commento ha fatto da contraltare chi invece, pur manifestando alcune difficoltà, ha trovato piacevole la storia, ben costruita.Un'altra persona ha sottolineato l'eleganza della scrittura e ha apprezzato come l'omosessualità veniva trattata con tatto e in punta di fioretto. Altri, invece, hanno riferito che in questo romanzo aleggia troppo la morte. Tutti i personaggi hanno solo il disprezzo per la vita, un' altro ancora ha sostenuto che il libro è piaciuto e che aveva già letto quasi tutto di Cunningham, riconoscendo che forse questo non è il suo miglior romanzo, ma che un personaggio come la Signora Dolloway lo spinge a leggere altro di questo Autore. Riassumendo, questa del 4 Agosto 2005 è stata forse una delle serate più positive per il nostro Gruppo di Lettura, forse, proprio in virtù delle differenti opinioni e degli scambi avvenuti. Intanto il vento si era calmato. Qualcuno aveva preparato fette di anguria che i partecipanti hanno apprezzato, continuando a scambiarsi opinioni.Ci rivedremo il 25 Agosto, sempre in giardino, e parleremo dei libri di Andrea Vitali, anche se sono certo che Le Ore non cesseranno di essere presenti.

Resoconto del 21.07.05 - John Barth, L'opera galleggiante

Serata particolare quella dell'ultimo incontro del GdL, particolare nel senso che le vacanze hanno fatto sentire la loro forza: il gruppo, infatti, non era numeroso come al solito.Questo tuttavia non ha impedito che l'Opera galleggiante, il romanzo di JOHN BARTH oggetto dell'incontro, trovasse una bella e animata discussione.Premettiamo subito che l'accettazione è stata pressoché unanime, magari con qualche distinguo.Se fossimo una giuria che deve assegnare il punteggio per una gara di tuffi o di pattinaggio artistico, per cui si escludono dal conteggio finale il voto più alto e quello più basso, dovremmo escludere da questo commento il giudizio di quella persona che ha definito il romanzo un assoluto capolavoro e che lo ha comperato perché, a suo parere, è un'opera che non può mancare in una qualsiasi biblioteca.Altrettanto dovremmo fare con chi invece ha sostenuto che la lettura di tale libro è un po' troppo difficile e che gli ha creato qualche difficoltà. Ma siccome non siamo un tale giuria, e spetta solo a noi la registrazione di tutti i commenti e i giudizi, possiamo asserire che c'è chi ha detto che il romanzo gli è piaciuto e lo ha trovato divertente, anche se il tipo di lettura esigeva molta attenzione. Anche un'altra persona ha sostenuto che si tratta di un lettura impegnativa e che forse l'autore eccede nelle informazioni abbastanza complesse, poi ha letto un suo giudizio dal quale si poteva desumere che il romanzo le è piaciuto.Naturalmente durante queste esposizioni si verificano brevissimi inserimenti da parte di altri componenti del Gruppo, inserimenti però dobbiamo dire, per amore della verità, che sono estremamente contenuti e consentono alla persona che parla di terminare il proprio commento.Ad esempio una persona ha risposto che alcune descrizioni troppo tecniche, che non mancano nel romanzo, devono essere viste nel loro insieme. Ci si è soffermati poi a discettare sul fatto che ci sono pagine di una potenza tale da lasciare attoniti, cioè quando l'autore ci parla della guerra (da pag. 92 a pag. 96 dell'edizione edita da Minimum Fax), e altre di un freschezza e simpatia da suscitare ilarità (pag. 139, sempre dell'edizione Minimum Fax), e a questo punto si è voluto che qualcuno le leggesse.Che sia un buon romanzo è stata poi la conclusione finale dove la maggior parte degli intervenuti si è trovata d'accordo sul fatto che l'autore ha una particolare capacità di tenere in sospeso il lettore e che, come ha affermato una delle partecipanti, John Barth ci suggerisce che la vita va lasciata vivere.Ma la serata non si è conclusa a questo punto perché erano rimasti in sospeso alcuni commenti sul libro oggetto di discussione dell'ultimo incontro, Come Sheherazade della Alberico, da parte di persone che non erano presenti la volta precedente o che ripensando a quanto era stato detto avevano rivisto il proprio pensiero.Non si trattava di giudizi relativi allo stile di scrittura: riguardavano, invece, sopratutto il contenuto. A chi obbiettava che il comportamento della protagonista del romanzo non è del tutto credibile, qualcuno ha sostenuto - citando alcuni esempi mutuati dalla cronaca che invece lo dimostravano - se ne fosse necessario, quanto sia credibile che una donna si comporti come Giuditta.Intanto l'orologio segnava le 23, e ci attendeva un rinfrescante gelato.