Resoconto del 7.04.05 - Karen Blixen, La mia Africa

Giovedì 7 aprile ha avuto luogo l'incontro fra i componenti del Gdl. Serata durante la quale si doveva commentare il libro di Karen Blixen, La mia africa.
Dico si doveva perché la prima parte dell'incontro è stata spesa per commentare il libro di Massimo Lolli, Volevo solo dormirle addosso, che era stato discusso nel precedente incontro, e lo hanno voluto fare alcuni amici che erano stati assenti in quella serata, ma non solo, lo scambio di opinioni è stato piacevole e animato al punto che la "discussione" si è protratta per ben 40 minuti.
Ne è emerso in modo abbastanza evidente il vissuto di molti dei presenti, alcuni dei quali hanno visto materializzarsi alcuni fantasmi del loro passato che avevano forse rimosso. E questo è stato affermato da alcuni. E doveroso sottolineare che talvolta si è sconfinato nel "politico": l'argomento del resto si prestava. Ne sono emersi la difficoltà dei giovani di trovare lavoro e di non avere sicurezza nel futuro.
Della spietatezza di questa società che è palese nel romanzo di Lolli, e che forse l'autore ha voluto evidenziare. Qualcuno ha detto che era la società degli anni ottanta quella che era vissuta come nel romanzo, altri hanno invece sostenuto che è attualissima e che ne fanno le spese anche gli appartenenti alle categorie più alte, e che coinvolge anche persone che pur avendo idee contrarie a questo modo di operare vengono costretti a diventare "killer".
Da sottolineare il linguaggio usato dall'autore, che alcuni hanno definito troppo incline alla volgarità, mentre altri lo ritengono efficace e che si avvale di una terminologia spietata ma quanto mai reale; le persone non sono più tali, ma solo "oggetti".
Poi si è passati al romanzo di Karen Blixen. Anche in questa circostanza i commenti sono stati assai numerosi; dopo una partenza stentata, anche se comprensibile, perché il divario fra i due libri era piuttosto evidente.Il tipo di scrittura, il periodo storico nel quale i due testi sono ambientati, largomento trattato non sono tali da essere facilmente assimilabili.E qui ne è emersa la bellezza di un gruppo di lettura, la capacità di affrontare argomenti che in apparenza sono tanto distanti. Riconoscimento unanime della capacità dell'autrice di scrivere, alcuni la conoscevano, avendo letto altre cose, tuttavia qualcuno ha affermato che la traduzione non rispecchia il linguaggio attuale e forse non sarebbe male provare a ritradurlo. E stato premesso che la lettura deve essere contestualizzata al periodo. Nel corso della conversazione il gruppo si è diviso: da una parte coloro che definivano il libro della Blixen un libro dove l'amore per l'Africa era dominante, e altri invece che ravvisavano, sia pure sotto diversi aspetti, un incombente colonialismo, per alcuni non arrogante, non così per altri.Alcuni hanno sottolineato le emozioni che la lettura ha loro suscitato. La bellezza delle descrizioni dove traspare l'amore per la terra e dove talvolta leggendo pare di osservare un quadro. Rispetto a queste sensazioni, qualcuno non era daccordo, sottolineando che sono proprio queste a non convincere perché mascherano un paternalismo irritante. Per finire poi qualcuno ha invece ravvisato nel libro come se questo fosse stato scritto da due persone diverse: la prima parte piatta ma utile per tenere a bada le proprie emozioni di persona contro corrente che salda la donna alla terra africana e considera la scrittura come terapia; la seconda dove lautrice pare dica: "ora vi racconto di me del mio percorso".E stato sottolineato quanto sia positivo questo panorama di opinioni e ne è conferma quello che più di una persona ha sottolineato e cioè che, sulla scorta di quanto ha ascoltato, si riproverà a rileggere il libro.
L'incontro è terminato un po più tardi del solito; tuttavia nessuno ha rinunciato al nostro momento conviviale, dove abbiamo condiviso il piacere di una fetta di torta del trentino.

2 commenti:

  1. Anonimo01:00

    leggere l'intero blog, pretty good

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  2. Anonimo01:02

    quello che stavo cercando, grazie

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