Resoconto dell'incontro del 17.03.05: Volevo solo dormirle addosso di Massimo Lolli

Lo scorso 17 marzo il Gruppo si è ritrovato per parlare della lettura del libro di Massimo Lolli, Volevo solo dormirle addosso. E' stata una serata molto intensa perché il tema del romanzo - il licenziamento di un buon numero di dipendenti di una multinazionale da parte di un direttore del personale senza scrupoli - ha provocato déjà vu personali, arrabbiature per il cinismo del protagonista, dibattiti sullo stile, e interessantissimi scambi di punti di vista sulla realtà aziendale descritta nel testo. Il pregio di affrontare un tema "diverso", ha detto all'inizio qualcuno. "Diverso" nel senso che sono pochi i romanzi, in Italia, che hanno come tematica quella del lavoro, in particolar modo, quella di una realtà aziendale senza scrupoli che finisce per alienare del tutto chi, come il protagonista, Marco Pressi, finisce per non avere nemmeno più una vita personale. E un tema immerso in una realtà vera, in cui le persone - tutta quella schiera di personaggi che Marco Pressi deve "segare" - sono dei numeri. Lo scambio dei pareri però si è acceso quando qualcuno ha detto che il libro letto è stato uno dei più brutti libri del GdL, irritante sotto molti punti di vista, dallo stile - una struttura per dialoghi asettica -, al modo in cui l'autore ha indugiato sul vestiario. Un ritratto quindi spietato, aziendale, fatto in modo negativo. Per altri, invece, il libro dava sì dei pugni nello stomaco, ma come è stato rilevato -, è un bene che qualcuno scriva di una realtà simile. Il vestiario, ad esempio. Per alcuni, quell'indugiare dell'autore significava proprio una delle mille sfaccettature del mondo aziendale, nel quale l'uomo ancora prima di una persona è un monaco col suo abito, e da lì si deve partire. Qualcuno ha sottolineato che ci sono dei corsi su questi aspetti delle risorse umane per i Direttori del personale. E Marco Pressi, questo direttore senza scrupoli, diventa, come ha suggerito un lettore, un cyborg, un competitivo, uno che si innamora di una ragazza ma è talmente raffreddato, nei sentimenti, dal suo lavoro così distruttivo, che non può che solo dormirle addosso. E i déjà vu. La lettura del libro ha fatto ricordare, ad alcuni, proprie esperienze personali di mobbing, di cassa integrazione e di licenziamento. Una lettura che ritrae, per questi lettori - e qui cè stato un consenso pressoché unanime - una realtà che esiste in tutta la sua crudezza, tanto che Volevo solo dormirle addosso è un libro attualissimo. E Marco Pressi è un personaggio problematico che inevitabilmente finisce per sdoppiarsi, perché, come ha detto qualcuno, per lui è impossibile vivere emozionandosi. Ricerca un battito del cuore, uno sguardo che lo faccia ancora desiderare, una mano da accarezzare solo la notte, ma la notte è troppo stanco e finisce, come aveva all'inizio detto qualcuno, solo per dormire addosso alla "preda" catturata. Chissà com'è il film, ha detto poi qualcuno, visto che è uscito proprio alcuni anni fa una pellicola tratta dal libro e interpretata dal bravo Pasotti.Ma, una domanda che poi è sorta, lo stile? Per molti lo stile è semplice, quasi elementare, per altri è algido e istituzionale, aziendale, da protocollo interno, da report consuntivo; per qualcun'altro, invece, è uno dei punti fondamentali del libro. Perché è uno stile che segue il ritmo della mente e non è lento, come il ritmo dei sentimenti. Marco Pressi, allora, appare, per alcuni lettori, un uomo che riduce la sua vita, con questo ritmo, alla pura razionalità, finendo con l'avere dei grossi problemi con la parte femminile. Un uomo che si accende e si spegne, e per lui, la notte è il momento in cui rigenerarsi. Ad alcuni mette molta tristezza e compassione, questo personaggio; per altri, invece, continua a rimanere un buldozzer e un tagliatore di teste.Come sempre, la serata si è conclusa con un piccolo rinfresco e la distribuzione del libro di Karen Blixen, La mia Africa.
L'appuntamento è per il prossimo 7 aprile in biblioteca, come sempre alle 21.

Volevo solo dormirle addosso

Il libro di Lolli che abbiamo commentato giovedì sera mi ha suscitato molte emozioni e ricordi. Purtroppo non sempre piacevoli. Ho rivissuto alcune sensazioni che forse avevo rimosso. L'atmosfera, il ritmo delle cose, i visi dei colleghi, le espressioni che cercavamo sui volti dei dirigenti quando passavano, gli inviti alle riunioni, ai colloqui, il controllo delle "mosse" dei colleghi", la lettura ansiosa degli Ordini di Servizio che apparivano sulle bacheche aziendali, ecc. ecc.Cose passate per me, ora in pensione, ma l'argomento trattato nel libro me le ha fatte riaffiorare.Il lavoro, almeno per me, ha sempre significato la dignità e l'indipendenza economica e... e... e. Tuttavia, riconosco che il prezzo che si paga è, tutto sommato, molto alto. Forse, a detta di alcuni, questo lo si vive più drammaticamente nelle grandi aziende di livello internazionale, mentre nelle piccole aziende c'è ancora il livello umano e il dialogo. Per fortuna!Tornando al libro, mi avete stimolato a leggerlo perchè ho visto solo il film. Lo leggerò senz'altro. Mi auguro che si tornerà a parlare di questo argomento che ho visto stimolante per la conversazione e per gli spunti che ne derivano.Un ciao a tutti da ENZA (GdL)

Le parole impiegate e la letteratura in carriera: una bibliografia

La lettura del libro di Massimo Lolli, Volevo solo dormirle addosso, scelto per la riunione del GdL del 17 marzo 2005 - un libro ambientato in una multinazionale il cui protagonista è uno spietato direttore del personale che finisce per non avere più una vita propria - mi ha suggerito questa bibliografia e che non è né vuole essere esaustiva -, e ha come titolo: "Le parole impiegate e la letteratura in carriera". Si tratta di un percorso di letture di romanzi che hanno come tema il mondo del lavoro. Si tratta, quindi, di una bibliografia "aperta": chiunque voglia aggiungere altri libri inerenti a questo filone è il benvenuto inviando un commento al post! Tutti i libri sono disponibili al prestito e presenti nel catalogo del Sistema Bibliotecario.
(aggiornamento: 27 luglio 2007)
Cento lavori orrendi. Storie infernali dal mondo del lavoro. A cura di Dan Kieran, Einaudi.
Giovanni Accardo, Un anno di corsa, Sironi.
Tullio Avoledo, L'elenco telefonico di Atlantide, Sironi.
Tullio Avoledo, Lo Stato dell'Unione, Sironi.
Andrea Bajani, Cordiali saluti, Einaudi.
Andrea Bajani, Mi spezzo ma non m'impiego, Einaudi.
Nanni Balestrino, Vogliamo tutto, Derive e Approdi.
Luisito Bianchi, Come un atomo sulla bilancia, Sironi.
Aldo Busi, Seminario sulla gioventù, Adelphi/Mondadori.
Giuseppe Caruso, Chi ha ucciso Silvio Berlusconi?, Ponte alle Grazie.
Ascanio Celestini, Fabbrica, Donzelli.
Francesco Dezio, Nicola Rubino è entrato in fabbrica, Feltrinelli.
Bob Dylan, Chronicles - volume 1, Feltrinelli.
Fedor Dostoevskij, Memorie di una casa morta, Mursia.
Giorgio Falco, Pausa caffè, Sironi.
Walter Fontana, Non ho problemi di comunicazione, Rizzoli.A
ldo Gianolio, Teste quadre, Ariberti.
Lars Gustafsson, Morte di un apicultore, Iperborea.
Ernst Junger, L'operaio, Guanda.
Benjamin Kunkel, Indecision, Rizzoli.
Massimo Lolli, Io sono tua, Piemme.
Massimo Lolli, Volevo solo dormirle addosso, Limina
Andrea Mancinelli, Cuori meccanici, Baldini & Castoldi Dalai.
Lucio Mastronardi, Il calzolaio di Vigevano, Mondadori.
Lucio Mastronardi, Il maestro di Vigevano, Mondadori.
Giulio Mozzi, Fiction, Einaudi.
Michela Murgia, Il mondo deve sapere, ISBN.
Sebastiano Nata, Il dipendente, Feltrinelli.
Sebastiano Nata, Mentre ero via, Feltrinelli.
Sebastiano Nata, La resistenza del nuotatore, Feltrinelli
Amelie Nothomb, Stupore e tremori, Voland.
Aldo Nove, Mi chiamo Roberta, ho 40 anni, guadagno 250 euro al mese..., Einaudi.
Giuseppe Pontiggia, La morte in banca, Mondadori.
Ermanno Rea, La dismissione, Rizzoli.
José Saramago, Tutti i nomi, Einaudi.
Paolo Volponi, Le mosche del capitale, Einaudi.
Abraham B. Yehoshua, Il responsabile delle risorse umane, Einaudi.

Le nostre recensioni...

Durante gli incontri del Gruppo di Lettura siamo soliti fare delle recensioni dei libri che ciascuno di noi ha letto. Perché non lasciarne traccia anche nel blog? Chiunque ne abbia voglia può usare questo spazio per scrivere il proprio consiglio di lettura. E così... dopo aver passato una notte immersi in una lettura appassionante, dopo esserci dimenticati di scendere dal pulmann alla nostra fermata, dopo aver vissuto i patemi e le ansie e le gioie e gli amori con i nostri "personaggi", siamo sicuri che sarà un piacere trasmettere tutto questo anche agli altri...

Resoconto dell'incontro del 24.02.2005: Laura Grimaldi - La paura, La colpa, Il sospetto

Serata all'insegna delle emozioni, dell'ansia, delle incertezze, degli sconvolgimenti e del giallo sociale, quella dell'ultimo incontro del Gruppo di lettura, lo scorso giovedì 24 febbraio. Tre erano i libri di cui si è parlato: Il sospetto, La paura e La colpa di Laura Grimaldi.

Suggerimenti, avvii e informazioni
Prima di scambiare i propri punti di vista sulle letture, il gruppo ha meditato su un suggerimento, quello di proporre un secondo gruppo di lettura, visto il numero sempre maggiore di partecipanti. La proposta è stata brevemente presa in considerazione con alcune soluzioni, come quella di formare un gruppo al pomeriggio; le reazioni e i suggerimenti sono rimasti in sospeso per consentire al gruppo di riflettere. Tuttavia, velatamente, qualcuno fa capire che il gruppo è così ben amalgamato che sarebbe spiacevole di non essere con le stesse persone. Quindi è stato dato l'annuncio della nascita ufficiale del blog, con la distribuzione, da parte della biblioteca, di un memorandum, se così si può chiamare, con le istruzioni e le informazioni per partecipare al blog e alla sua vita. L'associazione D COME DONNA ha poi ricordato la mostra, che si terrà presso il centro civico di Cascina Nuova, dal 5 al 13 marzo, dal titolo: Il viaggio: metafora di cambiamento, per le cui informazioni rimandiamo al post qui sotto.

Somiglianze, differenze e ansie
La lettura de Il sospetto non è stata poi così diversa da quella de La paura per qualcuno dei partecipanti. Esattamente opposto il parere di altri, che hanno individuato nei due romanzi strutture e stili così diversi da sembrare due libri di autori differenti. Il sospetto è risultato complessivamente il libro che piace meno, forse per via della storia, tuttavia anche quello che ha suscitato un interessante e vivace scambio di battute sull' "ansia" presente nelle pagine del libro. Ad alcuni ha dato molto fastidio appunto l'ansia che i personaggi e la storia trasmettevano; per altri proprio l'ansia di vedere come si conclude il libro ha ricoperto un'importanza fondamentale durante la lettura, proprio perché, trattandosi di un noir, questo significava un aspetto del tutto positivo. Per qualcun altro ancora l'ansia non c'è stata: Il sospetto svelava già la fine a metà libro.

Incertezze e supposizioni
Interessanti e acuti certi parallelismi tratteggiati da qualcuno tra i vari romanzi. Tra Il sospetto e La Paura ad esempio: stili diversi, eppure, per altri, stili molto simili. Figure materne sempre bistrattate: un aspetto per alcuni negativo, per altri coraggioso da parte dell'autrice che ha scritto storie di famiglie in cui, col pretesto di una vicenda con un mistero vuole essere un noir con una base sociale. E i titoli. Sagace il parallelismo che qualcuno ha fatto tra i tre titoli dei libri, titoli che puntano su emozioni, le emozioni "più pericolose". Romanzi che sconvolgono per coinvolgere, come ha aggiunto qualcun altro. Libri le cui storie suscitano domande: qualcuno ha si è chiesto perché ne Il sospetto il sospetto assillante della madre non fosse rispondente a quello che lautrice ha inserito nelle pieghe della storia. E ancora: ma i protagonisti de La pura ce la faranno dopo quello che accade nella scena finale? Possibile, si è chiesto poi qualcun altro, che quando uscì La colpa che ha tra i suoi temi quello di una giustizia completamente in crisi nessuno avesse detto una parola allora (erano gli ultimi anni ottanta)?

Luoghi inghiottiti dal mistero
I luoghi dei romanzi. Interessante quanto ha fatto rilevare qualcuno a proposito de La paura, in cui pare proprio la casa in cui vivono claustrofobicamente i personaggi del libro, la vera protagonista del romanzo. Una casa che è un recipiente di paure e misteri che si surriscaldano in una pentola che non si decide mai a bollire. E poi la Milano degli ultimi anni ottanta, la Milano d'estate con la sua afa e i suoi cieli carichi di pioggia per l'arrivo di temporali che non scoppiano mai ne La colpa. Unanime accordo, per i lettori de La colpa, sull'ambiente carcerario descritto con dovizia di particolari. In quelle pagine, come ha suggerito qualcuno, sembrava di entrare nelle celle e percorrere i bracci di San Vittore.

Dolci finali
La lettura suscita pareri diversi, emozioni opposte e prospettive contrastanti. Ancora una volta, attraverso la lettura dei romanzi della "regina del giallo italiano", Laura Grimaldi, il gruppo si è reso conto di questo e, come sempre, piani dissimili aiutano a vedere, scoprire, intercettare aspetti nascosti e mai ispezionati durante la lettura individuale. Diversità di lettura tutte ugualmente rispettabili. E dopo simili viaggi lungo molteplici e interessanti strade di parole suscitate dal piacere della lettura i partecipanti si sono fermati per ristorarsi un po con qualche dolce portato da qualcuno, dei biscotti offerti da qualcun altro, col piacere di stare insieme.

Stiamo leggendo...

Prossimo incontro del Gruppo di Lettura il 17 marzo prossimo, come sempre alle ore 21 presso la Biblioteca Comunale di Segrate. Il libro che stiamo leggendo è VOLEVO SOLO DORMIRLE ADDOSSO di MASSIMO LOLLI.
Copie del libro sono disponibili in Biblioteca.