Per il 230° incontro del 19 settembre, il GdL sta leggendo "Il viaggiatore incantato" di Nikolaj Leskov

Nikolaj Leskov
Il viaggiatore incantato


Il GdL si prende una pausa estiva. Sospenderemo gli incontri per tutto il mese di agosto e riprenderemo in settembre, giovedì 19, per conversare attorno al romanzo di Nikolaj Leskov, "Il viaggiatore incantato" pubblicato da Adelphi, Einaudi e dalla Garzanti.

Rimandiamo alla pagina dell'editore Adelphi per la sinossi del libro, mentre a quella della Treccani per le notizie biografiche dell'Autore.

Per il 229° incontro dell'11 luglio 2019, il GdL ha letto e commentato "La donna che scriveva racconti" di Lucia Berlin

Una donna molto bella che ha avuto una vita difficile e la racconta in tanti piccoli quadri: protagonista la narratrice onnisciente o vari personaggi secondari, diversissimi tra loro: un vecchio indiano americano incontrato in una lavanderia; una ragazza giovanissima che scappa da una clinica messicana di aborti per ricche americane; la suora di una scuola cattolica; un’insegnante gay. Ma soprattutto, una domestica che ritrae, lapidaria ma benevola, le «signore» (e anche qualche «signore») per cui lavora: una storia indimenticabile, che dà il titolo all’edizione americana del libro, «Manuale per donne delle pulizie». «Indimenticabile» è l’aggettivo che definisce il valore di una storia breve. Tutti ricordano la signora con il cagnolino di Cechov, o la famiglia Glass di Salinger, o l’anziana donna malata di Alzheimer che si innamora di un compagno di sventura, di Alice Munro. Più difficile è ricordare uno qualunque dei protagonisti dei racconti di Raymond Carver, tutti molto simili: uomini che traslocano continuamente per sopravvivere a una crisi economica non solo individuale. O quelli di Charles Bukowski, l’eterno disadattato che ama l’alcol e le donne. Non che sia possibile ricordare tutti i personaggi di Berlin, diversissimi, variegati per sesso, razza, colore e censo, ma di certo il tratto pittorico dell’autrice contribuisce a fissarli nella mente; complice una scrittura ingannevolmente semplice, chiara, essenziale, imprevedibile come la musica jazz ma altrettanto ipnotica. Una vita più che difficile, quella di Lucia Berlin, tormentata dalla scoliosi e dalle sue conseguenze, da un primo matrimonio sfortunato, dalla povertà, e dai lavori tipici degli americani senza radici: ma le esperienze di centralinista, domestica, insegnante precaria o infermiera, e di madre single, forniscono all’autrice un materiale prezioso e vastissimo, che usa per raccontare se stessa con eccentrico, personalissimo talento
.Fonte: Bollati Boringhieri


Lucia Berlin, nata in Alaska nel 1936, a ventiquattro anni incomincia a pubblicare racconti sulla rivista di Saul Bellow «The Noble Savage» e su «The New Strand», e in seguito su «Atlantic Monthly» e «New American Writing». La raccolta di racconti Homesick ha vinto il National Book Award nel 1991 e il racconto «My Jockey» (di soli cinque paragrafi) il Jack London Short Story Prize nel 1985. Le sue storie sono ispirate dagli anni dell’infanzia trascorsi nelle città minerarie del West; dal tempo dell’adolescenza a Santiago, in Cile; da tre matrimoni falliti; dal problema dell’alcolismo; dagli anni vissuti a Berkeley, New Mexico, e a Città del Messico; dai tanti diversi lavori che dovette fare per sostenere i quattro figli e continuare a scrivere. Negli anni Novanta insegna presso l’University of Colorado, Boulder. Nel 2001, la salute sempre più fragile la costringe a trasferirsi nella California meridionale vicino ai figli. Muore nel 2004 a Marina del Rey. Bollati Boringhieri ha pubblicato La donna che scriveva racconti, eletto da «la Repubblica» miglior libro del 2016.

Per la nostra rubrica dei saggi n. 54 - Stephen Hawking: “Le mie risposte alle grandi domande” (Rizzoli 2018)

Stephen Hawking
Le mie risposte alle grandi domande
Rizzoli, 2018


Di Enrico Sciarini
Giusto un anno fa, nel luglio del 2018 a quattro mesi dalla morte del padre, Lucy Hawking pubblicava la postfazione al libro che raccoglie gli ultimi scritti del grande scienziato. Stephen Hawking è morto all’età di 76 anni dopo aver trascorso la maggior parte della sua esistenza su una sedia a rotelle. Egli incarna la dimostrazione di quanto la mente sia più forte del corpo. Al suo fisico immobilizzato da una grave malattia degenerativa, Hawking ha contrapposto una mente talmente grande da riuscire a spiegarci molti dei misteri dell’universo. Tra le sue risposte alle grandi domande ce n’è qualcuna che quotidianamente si pongono milioni di persone; una di esse riguarda la salvaguardia del pianeta sul quale viviamo. A tal proposito Hawking scrive: “Mi auguro che i governanti si dimostrino all’altezza della sfida posta dagli obiettivi di uno sviluppo sostenibile e che agiscano non per il loro interesse personale, ma per il bene comune.” (p.20) Saltando a pagina 173, si trova scritto: “Noi dedichiamo moltissimo tempo allo studio della storia, che, diciamocelo pure, è perlopiù una storia della stupidità.” (E con questo dà ragione a Vittorino Andreoli che nel 2018 ha scritto un libro dal titolo: “Homo stupidus stupidus”) Howking è comunque fiducioso, crede nel futuro della comunicazione che ritiene possa realizzarsi con l’interfaccia cervello-computer; ne indica già il modo di realizzarla attraverso la correzione del DNA. Per Hawking l’intelligenza può essere definita come la “capacità di cambiare” (p177) e aggiunge: “Non dobbiamo aver paura del cambiamento, dobbiamo volgerlo a nostro vantaggio.” Ma nel libro c’è un’altra domanda fondamentale che è: Esiste un Dio? Ad essa Hawking risponde che oggi la scienza ci offre risposte migliori e più coerenti di quelle trovate da uomini che ricorrevano alla fede per spiegare fenomeni naturali per i quali non avevano risposte. Inoltre egli non vuole né dimostrare, né confutare l’esistenza di Dio, vuole però dimostrare che le leggi della natura sono immutabili, universali e non possono essere infrante; in tale contesto non sarebbe più necessario credere nell’esistenza di alcun Dio. Hawking scrive poi che per creare l’universo bastano tre cose: la materia, l’energia, lo spazio. Da dove sono venute? La risposta è: “dal nulla”, ovvero da “energia negativa”. Conclude però che: “Ognuno di noi è libero di credere quello che vuole” E con questa affermazione dimostra quanto sia grande il valore della libertà.

Mercoledì 19 giugno abbiamo incontrato Rosa Teruzzi con il suo nuovo libro "Ultimo tango all'Ortica" (Sonzogno)


Mercoledì 19 giugno, ore 18.30
Centro Culturale "G. Verdi"
via XXV Aprile, Segrate, ingresso libero
ROSA TERUZZI
presenta il suo nuovo romanzo
ULTIMO TANGO ALL'ORTICA (Sonzogno)

Conversano con scrittrice: Palma Agati, giornalista
e Roberto Spoldi, Biblioteca di SegrateLetture a cura di Noemi Bigarella

Dopo la presentazione del libro di Mauro Novelli, “La finestra di Leopardi. Viaggio nella case dei grandi scrittori italiani”, e l'incontro sulle “fantastiche storie delle pietre preziose e dei gioielli” curato dall'editor di Mondadori Electa Enrica Melossi, un nuovo appuntamento ci attende lungo il percorso della rassegna “Una trama di fili colorati” – giunta alla sua ottava edizione, organizzata dall’Assessorato alla Cultura / Biblioteca Comunale e dall’Associazione D come Donna -: quello con Rosa Teruzzi e il suo nuovo libro “Ultimo tango all'Ortica”

Rosa Teruzzi unisce sapientemente il giallo e il rosa per accompagnare il lettore attraverso le emozioni delle proprie eroine, in una Milano letteraria piena di misteri, di fascino e di segreti, ma – allo stesso tempo – intima e domestica, dando vita così a un thriller pieno di romanticismo (nel senso letterario del termine) in cui convoglia tutte le sue grandi passioni.

Al termine dell'incontro ci sarà un rinfresco
Vi aspettiamo!













Per il 228° incontro del 13 giugno 2019, il GdL ha letto e commentato "Il profumo" di Patrick Süskind


Jean-Baptiste Grenouille, nato il 17 luglio 1783 nel luogo più puzzolente di Francia, il Cimetière des Innocents di Parigi, rifiutato dalla madre fin dal momento della nascita, rifiutato dalle balie perché non ha l'odore che dovrebbero avere i neonati, anzi perché "non ha nessun odore", rifiutato dagli istituti religiosi, riesce a sopravvivere a dispetto di tutto e di tutti. E, crescendo, scopre di possedere un dono inestimabile: una prodigiosa capacità di percepire e distinguere gli odori. Forte di questa facoltà, di quest'unica qualità, Grenouille decide di diventare il più grande profumiere del mondo, e il lettore lo segue nel suo peregrinare tra botteghe odorose, apprendista stregone che supera in breve ogni maestro passando dalla popolosa e fetida Parigi a Grasse, città dei profumieri nell'ariosa Provenza. L'ambizione di Grenouille non è quella di arricchirsi, né ha sete di gloria; persegue, invece, un suo folle sogno: dominare il cuore degli uomini creando un profumo capace di ingenerare l'amore in chiunque lo fiuti, e pur di ottenerlo non si fermerà davanti a nulla.

Patrick Süskind (Ambach, 26 marzo 1949) è uno scrittore, sceneggiatore e drammaturgo tedesco. Studiò storia all’Università di Monaco di Baviera e a Aix-en-Provence. Il suo romanzo più noto è Il profumo (1985) che divenne un bestseller mondiale, tradotto in più di quaranta lingue. Nonostante la sua fama mondiale Süskind conduce una vita estremamente riservata, concedendo raramente interviste ed evitando di mostrarsi in eventi pubblici, arrivando persino a rifiutare importanti premi letterari tedeschi quali il Gutenberg, il Tukan e il FAZ.

Ecco il resoconto dell'incontro:



IL PROFUMO di Patrick Süskind
       Si tratta di una favola intellettuale che ricorda la trilogia di Calvino dove i personaggi sono caratterizzati da qualcosa di eccessivo al fine di rappresentare una teoria dell’autore, ma, mentre l’ironia di Calvino è delicata, Suskind usa un umorismo grottesco molto tedesco.

      La sua visione del mondo è molto negativa e nessun personaggio fa qualcosa per amore degli altri, il protagonista già dalla nascita impara a sopravvivere in questo mondo anaffettivo, è contro l’amore ma per la vita, così lo descrive l’autore. Tutti i personaggi che si relazionano con lui trovano la morte. Solo lui riesce a creare il profumo perfetto che è in grado di attirare in modo inconscio gli uomini che sono abituati a vivere in un mondo puzzolente e, inebriati dall’aroma perdono la capacità di discernere.Vuole creare il profumo perfetto lui che non ha odore e in questo modo cerca la sua dimensione.

     Parigi è descritta in modo insolito per un romanzo l’autore descrive l’odore putrido che si sentiva annusando per le strade della città. Il protagonista nasce con un grido di morte è alla continua ricerca di un’identità umana che non riesce a trovare. Il protagonista è sgradevole, non ha morale è schiavo della sua mostruosità, le conseguenze non lo toccano ma esistono solo per il raggiungimento dell’obiettivo. Il periodo nella caverna simboleggia il ritorno nell’utero lì sta bene lui che non sopporta gli esseri umani che solo lo molestano con i loro odori. Si mimetizza nell’ambiente per costruire un’abilità, è un anaffettivo che non avendo ricevuto amore non sa donarlo. L’autore è geniale perché costringe anche noi lettori a fare esercizi di memoria olfattiva.
E’ manipolatorio cerca di piegare gli altri al suo volere e riesce ad ottenere attenzioni e riconoscimento solo quando indossa il profumo da lui creato fino al finale ad effetto nel quale viene sbranato dalla folla posseduta come in un rito orgiastico.




Ecco, qui sotto, alcune immagini della serata:









Le fantastiche storie delle pietre preziose e dei gioielli. Un viaggio per immagini giovedì 30 maggio, ore 21, Centro Verdi a Segrate



Dopo la presentazione del libro di Mauro Novelli, “La finestra di Leopardi. Viaggio nella case dei grandi scrittori italiani”, un altro viaggio ci attende lungo il percorso della rassegna “Una trama di fili colorati” – giunta alla sua ottava edizione, organizzata dall’Assessorato alla Cultura / Biblioteca Comunale e dall’Associazione D come Donna -: quello che ci porterà a conoscere “le fantastiche storie delle pietre preziose e dei gioielli”. E’ questo il titolo dell’incontro che sarà condotto da Enrica Enrica Melossi, editor di Mondadori Electa, e da Erica Giacosa, esperta di editoria (tra le molte iniziative che svolge ricordiamo il Giralibro dell'Associazione per la lettura Giovanni Enriques realizzata con i patrocini del Ministero della Pubblica Istruzione e dell'Associazione Italiana Editori). Un viaggio attraverso i secoli e le simbologie nascoste ma attento alle curiosità: dalle uova di Fabergè ai diamanti di Liz Taylor. Affreschi, pitture ci sveleranno dettagli unici. Sarà, quindi, una serata tra immagini, riferimenti iconografici e letture (a cura di Rosanna Della Grisa) per scoprire che cosa sta dietro ai segreti e alle leggende di perle, zaffiri, acquamarine, oro, diamanti, coralli e cammei.

Giovedì 30 maggio 2019, ore 21
LE FANTASTICHE STORIE DELLE PIETRE E DEI GIOIELLI
A cura di Erica Giacosa e Enrica Melossi.
Letture a cura di Rosanna Della Grisa
Centro Verdi - Via XXV Aprile, Segrate
Ingresso libero

Presentazione del libro di Mauro Novelli "La finestra di Leopardi" martedì 30 aprile a Segrate

Martedì 30 aprile, ore 18.30 - Centro Culturale "G. Verdi"
via XXV Aprile, Segrate
Presentazione del libro di Mauro Novelli
La finestra di Leopardi. Viaggio nelle case dei grandi scrittori italiani, Feltrinelli
Riprende la rassegna organizzata da D come Donna con la Biblioteca Comunale Una trama di fili colorati. Conversazioni, spunti e incontri attorno al femminile e dintorni con un appuntamento del tutto speciale perché avremo il piacere di ospitare Mauro Novelli (sopra in foto) - al quale ci unisce una lunga collaborazione sin dal 2004 con i suoi tradizionali e sempre attesi incontri sulla letteratura italiana - con questo suo nuovo libro, un viaggio nelle case dei grandi scrittori italiani.
Un viaggio imperdibile dentro le loro case, non solo per respirarne il profumo letterario, ma soprattutto per coglierne il momento magico dell’ispirazione letteraria.


Per il 227° incontro del 16 maggio, il GdL ha letto e commentato "Cuore di ghiaccio" di Almudena Grandes


Il giorno della sua morte, Julio Carrión, ricco uomo d'affari che ha fatto fortuna all'epoca del franchismo, lascia ai suoi figli un patrimonio considerevole, ma anche un'eredità fitta di ombre, con molti punti oscuri nel suo passato. Non aveva mai amato ricordare la sua giovinezza, né tantomeno i suoi trascorsi nella División Azul. Al suo funerale, nel marzo del 2005, il figlio Àlvaro, l'unico che non ha voluto occuparsi dell'attività di famiglia, rimane sorpreso dalla presenza di una sconosciuta giovane e attraente. Forse l'ultima amante del padre? Raquel Fernàndez Perea, dal canto suo, figlia e nipote di esiliati repubblicani in Francia, conosce benissimo il passato della sua famiglia e soprattutto non è mai riuscita a dimenticare un misterioso episodio della sua infanzia: una volta aveva accompagnato il nonno a casa di persone che non aveva mai visto prima, con cui evidentemente era rimasta una questione ancora aperta...


Almudena Grandes è nata a Madrid nel 1960. Presso Guanda sono usciti: Le età di Lulù, caso letterario e best seller internazionale, Ti chiamerò Venerdì, Malena, un nome da tango, Modelli di donna, Atlante di geografia umana, Gli anni difficili, Troppo amore, Il ragazzo che apriva la fila, Cuore di ghiaccio, Inés e l’allegria, Il ragazzo che leggeva Verne, I tre matrimoni di Manolita e I baci sul pane. Su Twitter: @Episodios_AG
(fonte: https://www.guanda.it/autori/almudena-grandes/)

La serata speciale del Gruppo di Lettura per festeggiare la giornata mondiale della Poesia. Carmen Yáñez: migrazioni e i fili delle cose

Giovedì 21 marzo il GdL si è "riunito in un abbraccio" attorno al libro "Migrazioni" di Carmen Yáñez . Una serata speciale del Gruppo di Lettura dentro la rassegna MigrAzioni. Tanto impegno e lavoro per parlare di Poesia della grande Poetessa cilena a cui tutti noi abbiamo mandato un abbraccio affettuoso e forte. 


La serata è inziata con un video in cuCarmen Yáñez ha letto la poesia "Migrazioni" (il video è stato tratto da una lettura pubblica della poetessa alcuni mesi fa); il Duo in Due Guitars (Guido Pace e Marco Tencati Corino) hanno subito attaccato con Tango n. 1 di Astor Piazzolla: si è quindi creato un momento emotivo intenso mentre il pubblico aveva  ancora in mente la voce alla poetessa, protagonista, insieme alla Poesia, della serata. 
Roberto Spoldi, coordinatore del GdL, insieme con Emanuela Zanini della Biblioteca hanno introdotto la serata e presentato gli ospiti. Hanno letto, come "messaggio in bottiglia" il saluto di Carmen Yáñez:

Un saludo afectuoso a todos mis lectores que escucharan mi palabra y que espero que al hacerlo abran una ventana más en su vida para dejar entrar los aires buenos de la tolerancia, la comprensión y así intentar de ponerse en la piel de la otredad" del que huye, por el miedo, por el hambre que asoma el mundo" Un abrazo a todos.
Un saluto affettuoso a tutti i miei lettori che ascolteranno le mie parole e mi auguro che, nel farlo, aprano una finestra in più sulla propria vita per lasciar entrare l'aria buona della tolleranza, della comprensione e così cercare di mettersi nei panni dell'altro, di chi fugge, dalla paura, dalla fame che si presenta nel mondo. Un abbraccio a tutti.

Con la guida di Alberto Cristofori è iniziata la presentazione del libro Migrazioni edito da Guanda attraverso un dialogo con la traduttrice Roberta Bovaia e l'Assessore alla Cultura Gianluca Poldi. Una prima parte ha riguardato il tema del viaggio (con la lettura, da parte di Noemi Bigarella, delle poesie: Migrazioni (pag. 9), Città di passaggio (pag. 23), e Carta d'imbarco (pag. 37); e il tema dell’esilio (Lettura di Noemi delle poesie: Iconografia dell'esilio (pag. 29); Sul mare (pag. 25) e Adii (pag. 59). Qualche intervento successivo ha poi riguardato l'interessante tema della traduzione.

A metà serata il Duo in Due Guitars ha deliziato il pubblico con un secondo intermezzo musicale, seguito da un secondo giro di domande tra gli ospiti circa il tema della scoperta della realtà (con la lettura di Noemi delle poesie: Tempi grigi (p. 41), Quando scoprii la mia ombra (p. 89), Poetica (p. 113) e il tema della dimensione intima e personale della poetessa (poesie lette da Noemi: Sortilegio pag. 105, Patto post-matrimoniale pag. 77, La verità pag. 127).

E' stata poi aperta una piccola “finestra” sulla narrativa per bambini e ragazzi con la presentazione del libro Jasmine e la nonna edito dalla Albe Edizioni di Alberto Cristofori. 

La serata si è conclusa con un terzo intervento musicale suonato dal Duo in Due Guyitars: Manuel de Falla, Danza de la vida breve.

Con una foto finale e un brindisi il GdL ha salutato Roberta Bovaia e Alberto Cristofori. 



















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Per la nostra rubrica dei saggi n. 53 - Vittorino Andreoli: “Homo stupidus stupidus. L’agonia di una civiltà" (Rizzoli 2018)

Di Enrico Sciarini

Il titolo del libro potrebbe far pensare ad un Autore profondamente pessimista, invece così non è, almeno leggendo le pagg. da 71 a 74 dalle quali trapela un ragionato ottimismo. Va innanzi tutto chiarito che per “stupidus” Andreoli intende “stupefacente”e lo scrive già nelle prime pagine. Cerca poi di spiegare lo stupore analizzando tre condizioni che hanno caratterizzato la Storia dell’Umanità: - la distruttività; - la perdita dei princìpi fondamentali, - la perdita del senso della misura. Per dare un’idea di quanto sia forte nell’Uomo la distruttività, Andreoli fa propria una frase del tedesco Günter Anders per il quale “ogni uomo possiede internamente la bomba H”. A questa potente carica Andreoli aggiunge la smania di potere che per Lui “è una malattia di tale gravità che il buon senso non può pensare di curarla”. (pag.28) Si capisce allora come sia stato possibile che nel corso dei secoli l’Umanità abbia enormemente potenziato la propria carica distruttiva, passando dalle lotte tribali alle guerre, agli armamenti atomici, al terrorismo. Questi passaggi vengono descritti cercando di spiegarne le cause; prima fra le tante “le modalità dell’arricchimento”. Alla carica distruttiva Andreoli  contrappone l’Umanesimo il cui sogno “è quello di impedire che una persona ti diventi nemico”. (pag.75) Ma quello di Andreoli è un Umanesimo particolare che si fonda su dieci princìpi fondamentali che caratterizzano l’esistenza umana. Leggere e interpretare questi princìpi non è facile, è però facile  e intuitivo capire che esistono dei princìpi morali ai quali nessuno può sfuggire. Lo ha recentemente dimostrato anche l’antropologo inglese Oliver Scott Curry il quale, con una ricerca effettuata tra sessanta popolazioni del mondo, ha scoperto che ci sono almeno sette valori morali condivisi da tutti. Andreoli sostiene che questi valori devono essere riproposti “insegnando a vivere”. La terza parte del libro Andreoli la dedica alla dimostrazione della ragioni per le quali l’Umanità abbia perso “il senso della misura”. Per farlo si dilunga nel descrivere “il minimalista”, ma non lesina sferzate al consumismo e alla burocrazia. Ed è certamente pessimista quando afferma che “è diventato automatico sostituire la memoria della mente con quella al litio” (p182) Ovviamente per memoria al litio intende quella dei nostri telefoni cellulari che non usiamo solo per comunicare con le persone, ma anche per mantenere ricordi personali e sociali. Una brutta situazione dalla quale Andreoli non vede altra via d’uscita che quella di reinventare una nuova civiltà fondata su un giusto equilibrio tra l’ IO, individualismo e il NOI comunità umana.

“Non fermarti all’etichetta”. Stereotipi e discriminazione



di Ilaria Galati
Alla vigilia della Giornata internazionale contro le discriminazioni del prossimo 21/03, SottoSopra, il Movimento Giovani per Save the Children, con il sostegno dell’Invalsi ha realizzato un sondaggio nell’ambito della campagna “UP-prezzami” contro gli stereotipi. La campagna è realizzata nell’ambito del progetto “GenerAzione – Insieme contro gli stereotipi di genere” con il contributo della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento per le Pari Opportunità.
Discriminazione, violenze, minacce. Più di 2 studenti su 3 hanno vissuto una situazione di derisione o emarginazione da parte dei compagni, quasi 9 su 10 sono stati testimoni diretti di comportamenti discriminatori.
Alla campagna hanno partecipato oltre 400 ragazze e ragazzi tra i 14 e i 22 anni che si sono impegnati in azioni di sensibilizzazione e di cittadinanza attiva in 15 città italiane. Immagine simbolo dell’iniziativa è un codice a barre che rappresenta le etichette con le quali si giudicano gli altri in modo superficiale, accompagnato dallo slogan “Non fermarti all’etichetta”. Tutti sono chiamati a condividere il simbolo sui social con l’hashtag #UPprezzami, sfidando i propri amici e familiari a postare foto e video con un codice a barre disegnato sulla guancia.
L’omosessualità, l’appartenenza alla comunità rom, l’obesità o il fatto di essere di colore sono le principali “etichette” per le quali le persone rischiano di essere discriminate, secondo più dell’80% degli intervistati nel sondaggio. A queste seguono l’essere di religione islamica, l’essere povero o disabile (per il 70%). 

Tra coloro che ha subito discriminazioni, il 32% ha scelto di rivolgersi ai genitori, un altro 32% ha preferito parlarne agli amici, mentre un significativo 31% non si è rivolto a nessuno. Solo 1 intervistato su 20 ha scelto di rivolgersi agli insegnanti: un dato ancora più significativo se pensiamo che proprio la scuola si configura, secondo l’indagine, come il luogo principale dove gli studenti assistono a discriminazioni nei confronti dei loro compagni di pari età, seguita dal contesto della strada e dai social.
(fonte sito web Save the Children e quotidiano Avvenire).

L’iniziativa che ho qui riportato mi ha fatto riflettere molto e mi ha ricordato la mia fanciullezza. Ricordo sì i dispetti e le piccole ingiustizie che c’erano tra i bambini, c’era sì l’appartenenza a un gruppo a cui piaceva indossare certe cose o sentire solo certa musica, ma in tutto questo c’era una qualche parvenza di discrezione che sembrava tenere le cose entro un certo limite.
Trent’anni fa era così… e oggi?
Oggi siamo pervasi da mille informazioni anche quando non le si cerca, i livelli di approfondimento delle notizie sono superficiali, abbiamo imparato anche a dare un nome alle informazioni false, fake news, ma il solo fatto di dar loro un nome le legittima a esistere in qualche modo. Le “notizie false” qualche tempo fa passavano nel dimenticatoio, oggi invece passano di bocca in bocca e ne siamo tutti influenzati in una certa misura.

Non si può certamente chiedere ai ragazzi di vivere un’altra epoca, come non si può chiedere agli adulti, che pure spendono molto tempo sui social, di comprendere fino in fondo i confini di questo nuovo mondo, poiché ha acquisito anche una dimensione virtuale preponderante.
Ma c’è ancora una strada da percorrere: occorre, oggi più che mai, rilanciare il ruolo dei LIBRI, essenziali nella formazione del PENSIERO CRITICO, nell’abbattimento di stereotipi e pregiudizi, e capaci alleati nello sviluppo dell’EMPATIA, ossia la capacità di immedesimarsi nell’altro.
Così come ha detto Carmine Abate durante l’incontro in occasione della rassegna Migrazioni 2019 di Segrate e con la presentazione del suo nuovo romanzo “Le rughe del sorriso”, ed. Mondadori: “Solo attraverso il “raccontarci” le storie si può stabilire un dialogo, ci possiamo conoscere reciprocamente, forse possiamo, se non abbattere, almeno attutire la potenza del muro del razzismo che sta crescendo sempre di più in Italia, in Europa e nel mondo”.
Durante la presentazione l’autore ha delineato come esempio di cooperazione il racconto di due personaggi: Maana Suldaan ‘Abirahmaan ‘Ali ‘Iise, fig­­lia dell’ultimo sultano di Merca, ed Elio Sommavilla, sacer­dote tren­tino, docente di geo­lo­gia a Ferrara impegnato in Somalia. A partire dal 1992, durante la crisi che investì la Somalia dopo il crollo del regime di Siad Barre, entrambi collaborarono alla fondazione e organizzazione del villaggio di AYUUB, occupandosi delle donne e dei bambini ab­ban­do­nati, in fuga dalla violen­za e dalla fame.
Solo conoscendo il nostro passato, la nostra storia, potremo comprendere le fatiche di altri popoli migranti, in special modo di tanti ragazzi, anche giovanissimi, come quei fanciulli che arrivarono tra il 2011 e 2015. Su 8.238 minori sbarcati, 6.810 erano non accompagnati (fonte Save the Children).
TRE IN TUTTO, autore Davide Calì, illustr. Isabella Labate, ed. Orecchio Acerbo, 2018
La storia vera dei circa settantamila bambini che tra il 1945 e il ’52 partirono dalla Ciociaria, da Roma, dalla Campania e dalla Puglia verso il Nord Italia e furono ospitati da donne e famiglie che li accolsero, li sfamarono e offrirono loro una possibilità di riparo e recupero delle forze dopo i danni causati dalla Seconda guerra mondiale. (Di questi fatti esiste un documentario di Alessandro Piva dal titolo “Pasta Nera”, da cui sono tratte le foto qui riportate
NEL MARE CI SONO I COCCODRILLI, STORIA VERA DI ENAIATOLLAH AKBARI, autore Fabio Geda, ed. Baldini Castoldi.
La storia di un bambino di dieci anni nato in Afghanistan, costretto a nascondersi per un errore costato la vita a suo padre. Un giorno insieme a sua mamma intraprende un viaggio lasciando a casa un fratellino e una sorella, e senza avere molte spiegazioni. All’indomani del loro arrivo in Pakistan, dopo essersi addormentato con le parole dolci ma anche cariche di significato della madre, si risveglia, tocca il letto e scopre che la madre non è li, e non è più da nessuna parte. Da questo tragico atto di amore hanno inizio la prematura vita adulta di Enaiatollah Akbari e l’incredibile viaggio che lo porterà in Italia passando per l’Iran, la Turchia e la Grecia.
IL VIAGGIO, autrice Francesca Sanna, ed. Emme Edizioni, 2016
Questa è la storia di tanti viaggi che la stessa autrice ha raccolto dai migranti in un centro rifugiati in Italia, dando una nota di commovente speranza a una mamma e i suoi due bambini che scappano dalla guerra.

 
IL BAMBINO DI COLORE, autori Ale+Ale, ed. Arka, 2007
Un racconto adatto anche ai più piccoli, per spiegare ai bimbi che i “nostri” colori sono tutti belli


JASMINE E LA NONNA, autrici Lucia Torti e Silvia Oriana Colombo, Albe edizioni, 2019
Storia di Jasmine, una bambina di origini algerine che vive in Italia e che non ha mai conosciuto la nonna, di cui sente la mancanza. Nonna che poi verrà a trovarla a scuola, portando dei buonissimi dolcetti per tutti i bambini. Anche se nipote e nonna non parlano la stessa lingua, riusciranno a capirsi perfettamente. Libro che attendiamo nuovamente a Segrate durante la rassegna Migrazioni.
La lista dei buoni testi è ancora lunga, meriterebbe davvero tanto spazio. Certamente oggi diffondere la cultura della lettura in famiglia, nelle scuole e nelle biblioteche come la nostra di Segrate dove insieme a 50 ragazzi della scuola media si è parlato in questi giorni del tema Migrazioni; contribuire alla nascita di gruppi di lettura per ragazzi, può essere una strada nuova per comunicare ciò che è ancora possibile in un mondo che separa sempre di più le persone all’interno della stessa cultura e soprattutto di culture diverse.
Buona lettura
Ilaria Galati

Il 21 marzo 2019 il GdL presenta il libro di poesie "Migrazioni" di Carmen Yáñez



Giovedì 21 marzo 2019, ore 21
Auditorium - Centro Culturale “G. Verdi”
Via XXV Aprile, Segrate 


Per la rassegna MIGRAZIONI 2, in occasione della Giornata Internazionale della Poesia, all’interno del calendario degli incontri del Gruppo di Lettura di Segrate e della rassegna Segrate in Musica

Presentazione del libro di Carmen Yáñez

Sarà presente la traduttrice Roberta Bovaia
Intervengono:  
Gianluca Poldi, Assessore alla Cultura e Ricerca
Alberto Cristofori, editore, scrittore e traduttoreLetture a cura di Noemi Bigarella
Interventi musicali a cura di Guido Pace e Marco Tencati Corino 

Continua la rassegna MigrAzioni, organizzata dall’Assessorato alla Cultura e Ricerca del Comune di Segrate, insieme con D come Donna A.p.S. Un incontro molto speciale con, al centro, il libro Migrazioni, della grande poetessa cilena Carmen Yáñez


Carmen Yáñez, poetessa cilena e compagna di Luis Sepúlveda, con il suo libro di poesie Migrazioni esprime il dolore radicale del migrante, cioè della persona costretta a scappare dalla propria terra alla ricerca di un avvenire migliore, uscendo da un sistema che reprime le libertà e i diritti fondamentali della persona. Lei stessa ha vissuto questa condizione quando ha dovuto emigrare dal Cile a seguito dell’instaurazione della dittatura di Pinochet.


Nata a Parma, Roberta Bovaia è laureata in Lingue e Letterature Straniere. Ha frequentato il Dottorato in Iberistica presso l’Università di Bologna, conseguendo nel 1996 il titolo di Dottore di Ricerca, con una dissertazione finale dal titolo: “La teoria dei generi teatrali nel Romanticismo spagnolo”. Dopo la laurea, inizia a insegnare presso scuole pubbliche e private, scrive per giornali, tiene corsi di editing, traduzione e scrittura creativa e lavora per società di comunicazione. Nello stesso periodo, inizia a collaborare con la casa editrice Ugo Guanda, in qualità di redattrice. Nel 1995, le viene affidata la prima traduzione, le “Venti poesie d’amore e una canzone disperata” di Pablo Neruda. Da allora, lavora in modo continuativo come traduttrice e redattrice esterna per tutte le case editrici del gruppo Longanesi e si cimenta con autori del calibro di Arturo Pérez Reverte, Leonardo Padura Fuentes, Lucia Extebarria e Almudena Grandes. Dopo aver insegnato presso l'Università di Pisa e di Trento, ora tiene docenze a Mantova e Firenze.


Alberto Cristofori, milanese, è editore, traduttore di una settantina di libri e autore di manuali scolastici e di numerosi testi narrativi in cui ha raccontato ai ragazzi i grandi classici, dalla Divina Commedia a Tristano e Isotta, da Amleto ai Promessi sposi alle opere di Verdi. Ha pubblicato Ultimo viaggio di Odoardo Bevilacqua (Bompiani) e la raccolta di racconti Nudità (Bompiani) .

Per Albe Edizioni, la casa editrice milanese che ha fondato insieme con Manuela Galassi, ha scritto il testo di Giupì Pelat.